His Exc. Davutoglu speaks with a twisted tongue

Cari Amici, Dear Friends,
Sandro Magister (www.chiesa) very timely brings us again a reference to the Pope’s visit to Turkey a few years ago.
What is new on that event is the speech of Minister Davutoglu of which large parts are quoted (in Italian) in the attachment.
I have added (in english) a column with comments, running along the text of Davutoglu. I feel the more motivated to do this since Sandro Magister and I made at the time an analysis of the world press’ misunderstanding of the Pope’s visit.
—– –
In the last few days with its imprudent support for breaking a well announced military blockage of Gaza, Turkey has further lost credit in Europe.
We hope that soon the Turkey-EU accession negotiations to which our political leaders claim they are bound, will be stopped. Some of our countries’ leaders may take a courageous and necessary initiative. A popular movement will support them
Respectful greetings

Anton Smitsendonk

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Cose turche. Il peana pro papa del ministro degli esteri di Ankara

(from WWW.Chiesa,

Sandro Magister 1 june 2010)

H.Exc Minister Davutoglu is a clever operator.

But he has a twisted tongue and he twists also the words of others, including those of the Pope.

The Pope never said in Turkey a word in favor of Turkey’s entrance into the European Union. It was Erdogan who leaving the room where he had been with His Holiness and closing the door carefully behind him, assured the journalists in front of him that the Pope had said those words which now Davutoglu gladly repeats. The competent assistents  in the suite of the Pope like Mons Mamberti and Father Lombardi  have clearly made known that there was no declaration of the Pope on that issue and that it would have been outside his role and purpose.

This is another exemple of the twisted world of the Turkish regime which tries to impose accession to  the EU on its own people and on us, Europeans.

This is moreover the right place  to say so because that visit of the Pope in Turkey was occasion of a short cooperation between Sandro Magister and myself. We analysed at the time the international press and pointed out how the world press had fallen for Erdogan’s lie.

That the words of Popes are being twisted is nothing new. All kinds of regimes in all ages have done it. It is very good that we have now the exemple of Excellency Davutoglu.

Let us be careful.. Davetoglu is a falsario of greater talent than the average.

Anton Smitsendonk

Paris-Peking june 2010

Postato in General il 1 giugno, 2010
Sandro Magister 

Benedetto XVI è in partenza per Cipro, in un’isola evangelizzata fin dai tempi di san Paolo, nella quale però oggi – nella parte nord occupata dai turchi – le vestigia cristiane

sono state quasi tutte distrutte e la popolazione non musulmana è stata costretta a emigrare.

COMMENTS :
Ma il governo di Ankara non sembra affatto innervosirsi per questo viaggio del papa a ridosso del territorio occupato.
Tutto al contrario. Ostenta nei confronti del Vaticano e del papa una politica del sorriso a 360 gradi.
Basta leggere il discorso che ha dettato alla rivista “30 Giorni”  il ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu, nel cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Turchia e Santa Sede.
Il discorso – in grande evidenza sull’ultimo numero della rivista diretta da Giulio Andreotti, lettura d’obbligo dei diplomatici vaticani – è tutto da soppesare. Con l’avvertenza di confrontarlo mentalmente, riga per riga, con quello che dicono i fatti, spesso di segno opposto.
Fa impressione anche la sicurezza con cui il ministro attribuisce al papa una posizione favorevole all’ingresso della Turchia nell’Unione europea. Anche qui in discordanza con la reale posizione del papa e della Santa Sede sul tema. Also the press analysis which Sandro and I have made during the visit of the Pope in Turkey
Qui di seguito ecco alcuni assaggi del discorso del ministro degli esteri di Ankara. Se il Vaticano si aspettava dal governo turco un “placet” al viaggio del papa a Cipro, gli è stato servito su un piatto d’oro.
*
LE AFFERMAZIONI DEL PAPA? GRANDIOSE
di Ahmet Davutoglu
[…] Per la sua storia e geografia la nazione turca, con il viaggio avventuroso del suo popolo dall’Asia centrale all’Europa centrale, ha conosciuto tutte le civiltà asiatiche e mesopotamiche. Tutte le civiltà tradizionali vennero a mescolarsi in Anatolia, producendo un amalgama di varie culture: la mediterranea, la greca, la mesopotamica. Nella società ottomana coabitavano culture diverse fra loro. A differenza di numerosi centri europei e asiatici, ad esempio, le città turche in Anatolia o i Balcani sono sempre stati multiculturali; in molte città turche s’incontrano moschee, chiese, sinagoghe una accanto all’altra. Questo non si riscontra nell’Europa occidentale o centrale. And what about the people they found in Anatolia ?
Invece, nei Balcani sotto l’impero ottomano, ad esempio a Sarajevo o a Salonicco, musulmani, cristiani ed ebrei vissero insieme per cinque o sei secoli. Ecco, la società turca ha questo background multiculturale. […] I have lived long enough in Beograd to know something about the real story
Questa è la nostra prospettiva: stiamo difendendo una cultura della tolleranza, dei diritti umani, del rispetto della multiculturalità, del rispetto delle differenti culture e religioni. A Konya, mia città natale, nel XIII secolo viveva un filosofo sufi di nome Maulana Gialal al-Din Rumi. Allora la gente fuggiva dagli attacchi dei Mongoli e di altri popoli, si viveva in un tempo di crisi, e Rumi fece sentire la sua voce: “Chiunque tu sia, musulmano, cristiano, ebreo o non credente, il luogo dove io vivo, la mia congregazione, la mia dergah è per tutti. Tu non dovresti essere senza speranza, dovresti venire qui, chiunque tu sia”. Ciò accadeva nel XIII secolo e questa è la cultura dell’Anatolia, mentre in Europa un secolo dopo sarebbe iniziata la guerra dei cent’anni, a causa di differenti politiche religiose. E si sa, fu una lunga guerra, una guerra religiosa. […] Goebbels makes school ! 

Recent analysis would rather say political war (Henri IV)

Tutto ciò si riflette sulla politica estera della Turchia. Ad esempio, stiamo ora provando a fare da mediatori, su temi diversi, tra Israele e la Siria e tra la Bosnia e la Serbia. Nel primo caso, una parte è ebrea e l’altra musulmana; nel secondo, una parte è musulmana e l’altra cristiana. 

Stiamo provando ad aiutare tutte le parti.

E ancora, in Libano, dove sono stato molte volte, cerchiamo di incoraggiare la riconciliazione nazionale, perché il Libano è come se fosse casa nostra.

I popoli del Libano, della Siria, della Palestina e dei Balcani hanno tutti lo stesso destino e lavoriamo duramente, davvero, per realizzare la pace. Questa è la filosofia di Rumi, la filosofia che sta influenzando la nostra politica estera. […]

Let us speed up Serbia’s accession to the EU in order to save thre Balkan from further Turkish intervention.
Rammento che papa Benedetto qui in Turchia disse di essere favorevole al nostro ingresso nell’Unione europea. Quale è stata e qual è la reazione turca a questa affermazione? Posso dare una risposta religiosa e una risposta politica. In stark contrast see  the analysis of Sandro Magister and Anton Smitsendonk   during the Pope’s visit in Turkey.
La risposta religiosa è che il papa è una personalità spirituale e può capire le cose al di là dell’apparenza. Quando fece quell’affermazione pensai che, in quanto personalità spirituale, lui vedeva il grande potenziale che la Turchia rappresenta per l’Europa. Quale « affermazione » ? Repeat a lie and at last people might believe it.
Per quanto riguarda la risposta politica, il papa ha fatto un’analisi umana e tutte le persone razionali che compissero tale analisi si scoprirebbero favorevoli alle relazioni tra la Turchia e l’Unione europea, perché tale relazione è basata sulla razionalità. L’integrazione turca nell’Unione europea è un fattore di rafforzamento e, da qui a vent’anni, l’Unione europea con dentro la Turchia significa un potere globale. L’Unione europea senza la Turchia significa un continente che non guarda fuori, meno competitivo, meno rilevante nella politica globale e meno inclusivo in senso culturale. …che non guarda fuori. Ma lasciami ridere !
Questa è una sfida per tutti. 

Ritengo che il papa l’abbia compresa ed è stato coraggioso abbastanza da accettarla, mentre alcuni politici in Europa non sono così spirituali e nemmeno così coraggiosi.

Per questo le sue affermazioni in Turchia sono state grandiose. Tutti noi abbiamo sostenuto il papa. La sua visita è stata un vero successo e noi speriamo che possa ripeterla.

Musulmani e cristiani hanno avuto una lunga storia di relazioni e di rispetto reciproco. 

Oggi posso dire che la filosofia positivistica dell’illuminismo è arrivata al capolinea. Dovunque nel mondo c’è una crescita di spiritualità, e le buone relazioni tra società musulmane e cattoliche, tra il Vaticano e la società musulmana e tra la Turchia e le forze politiche cattoliche creeranno un nuovo slancio e consegneranno all’umanità il messaggio che questa cooperazione potrà essere una grande opportunità per la pace globale. […]

Look everywhere we see the conrary: in Egypt, in Cyprus, in Irak, Iran . In Indonesia more and more churches are burnt
*
Il testo integrale del discorso del ministro degli esteri turco (trascritto da Giovanni Cubeddu e rivisto dall’autore) è sul numero di aprile del 2010 di “30 Giorni”: “Perché siamo musulmani, democratici, europei”.

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About dutasia

Former Ambassador of the Netherlands, presently National Commissioner for Thailand and for Indonesia in the ICC, the International Chamber of Commerce, the World Business Organization. Chairman of China Carbon Forum in Beijing, China.
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